| di rosalia fiaccabrino
"La scrittura è sintesi equilibrata fra corpo e pensiero; tono e parola; il dire e l’agire: un codice, quindi, sociale e individuale, portatore di significati e significanti che vanno ben oltre le parole scritte". P.Brondi Ho conosciuto Andrea quando aveva tre anni; era un bimbetto dagli occhi enormi e un po’ smarriti, che rivelavano la causa della suo essere caparbio e oppositivo: una latente insicurezza e una lieve ma percepibile immaturità affettiva.
L’ ho rivisto, dopo tanti anni, a metà settembre, ha finito la quinta elementare e inizierà la prima media; grande e grosso, un po’ lento nei movimenti e appena un po’ scoordinato. Intelligente ma fannullone, scrive malissimo e sua madre lamenta la sua svogliatezza nello studio.
Bene, gli propongo due test: il Bender e quello della Borel-Maissonny
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Le prove di Bender misurano le capacità di riprodurre una figura strutturata, di percepire lo spazio di tipo topologico – euclideo, controllando inoltre l’efficienza manuale;
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Quelli, dei semicerchi e delle linee, della BorrelMessonny, misurano la capacità di orientarsi nello spazio grafico, copiando semicerchi e linee con diverso orientamento.
Il tutto è finalizzato al rilevamento delle eventuali difficoltà nella scrittura. Naturalmente avendo già undici anni, le risposte del ragazzo sono al limite, evidenziano infatti difficoltà nel riprodurre le figure proposte con qualche errore di orientamento nello spazio grafico e, talvolta, poca fedeltà alle forme. (protocollo *) Gli interventi avrebbero dovuto essere attivati fin dalla scuola materna per recuperarlo precocemente, solo in tal modo non sarebbero rimasti i segni deleteri nel comportamento del ragazzo. Egli, portandosi dietro un vissuto di inadeguatezza, purtroppo assume atteggiamenti di disinteresse che sono talvolta connotazione di un disagio psicologico; col tempo essi hanno dato origine a demotivazione all’apprendimento, a scarsa autostima e a manifestazioni affettivo – emotive particolari come l’inibizione, l’aggressività e comportamenti di disturbo alla classe. Innanzi tutto, prima di dare inizio al recupero delle abilità pregresse, ho cercato di far emergere le sue competenze e i lati positivi del suo comportamento, lodando spesso la sua docilità nell’eseguire le consegne, la sua capacità nella lettura e l’abilità di ripetere con le sue parole quanto letto, ascoltato o vissuto. Usando strategie metacognitive, ho sempre cercato di coinvolgerlo nelle attività mettendo in rilievo lo scopo per cui venivano proposte e le difficoltà che avrebbe incontrato. Ho visto, piano piano, rinascere l’interesse e indirizzare la sua caparbietà al raggiungimento dell’obbiettivo: è riuscito - previa spiegazione della connotazione spazio - grafica delle varie lettere - a scrivere nei righi rispettando gli spazi e la forma dei vari grafemi. (protocollo*) Naturalmente questa attività è stata proposta per breve tempo e a scadenza diluita, per non provocare frustrazioni dovute a compiti non adeguati alla sua età cronologica e scongiurare una ricaduta negativa nella sua ansia da prestazione. E’ scattata la gratificazione intrinseca che gli ha dato la spinta motivazionale per andare avanti nel recupero guidato. Forse comincia ad affacciarsi anche un barlume di autostima! Insieme abbiamo discusso sulla possibilità che la sua attenzione fosse labile e abbiamo convenuto che avremmo potuto usare il computer. In alternativa ai suoi amati giochi poco educativi, ho proposto software didattici strutturati e finalizzati al recupero di abilità carenti.
Software utilizzati: Video scrittura, alternata alla scrittura manuale per facilitare il compito e per dimostrargli che anche la fusione di parole risulta meno presente con l’uso del pc e Word ( protocolli: differenza scrittura manuale e con Word*) Cloze, per usare inferenze e adeguatamente le sue capacità logico-intuitive (software per altro gratuito che si trova facilmente in internet tra i programmi free) Attenzione e concentrazione - Casa ed Erickson - Il programma è formato da due sezioni: testing e training. La sezione di testing è una batteria di sette prove, che valutano le componenti cognitive e percettive coinvolte nei due processi in esame. Nella sezione di training, il software diventa mezzo di potenziamento dell’attenzione e concentrazione, grazie a un approccio ludico e graduale al materiale usato nel testing - Dalla presentazione della casa editrice - Analisi visive e strategie cognitive –Casa ed Erickson- Il programma si propone di analizzare le strategie cognitive in relazione alla soluzione di problemi basati sull'analisi visiva. I problemi presentati prevedono di analizzare visivamente un'immagine ricavata dalla sovrapposizione di una serie di carte colorate con ritagliate varie forme. Il soggetto deve riprodurre tale immagine scegliendo, all'interno di un insieme dato, … appare più idoneo ad una struttura specialistica che ad una classe. Sicuramente efficace, risulta poco accattivante. Viene da chiedersi se non sia opportuno e più efficace lavorare con cartoncini colorati sovrapposti* A cura del gruppo di valutazione Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze
*Ho preparato i cartoncini ma consapevole che questo lavoro è efficace proprio perché si basa sul metodo Feuerstein in cui tutto poggia su strategie e manipolazioni esclusivamente mentali, lo proporrò soltanto alla fine dell’iter, per non inficiare lo spirito del metodo su indicato.
Mi rendo conto che non ho seguito schemi precostituiti per il recupero di soggetti con difficoltà grafiche, ma Andrea è un caso unico nel suo genere, sia per età sia per capacità cognitive. Ho osservato le sue reazioni e ogni volta ho cercato di scoprire cosa andasse bene per lui, quale attività potesse ricompensarlo e quali strategie usare per ridargli fiducia ed entusiasmo, perché le frustrazioni ricevute fossero un incipit a superare le sue difficoltà e raggiungere un più elevato livello di autostima. Naturalmente ancora l’iter è piuttosto lungo e spesso dovrò adeguare il mio “agire” alle sue istanze. Tuttavia perché il lavoro e l’ efficacia educativo-didattica si completino è vero ciò che afferma Monica Pratelli in un suo scritto:“E’ chiaro che risulta indispensabile il coinvolgimento della scuola e della famiglia, in quanto luoghi e scenari di vita del soggetto: il riconoscimento della difficoltà, l’individuazione delle capacità, la comprensione del vissuto emotivo – affettivo, la valorizzazione degli ambiti di competenza e la promozione di più adeguati livelli di sviluppo, potranno garantire buoni risultati sia sul piano grafo – motorio che per il bambino “intero”.
*Nota: i protocolli verranno inseriti in un successivo momento, dopo aver completato l’iter di recupero. Saranno postati nell’area download del sito www.piccolipeterpan.net
Sitografia www.toscana.istruzione.it/scrittura.ppt http://www.criminologia.it/scuola/identit%C3%A0_stigma_handicap.htm http://www.psicolinea.it/g_t/disgrafia.htm http://www.psicolinea.it/g_t/disturbi_dell_apprendimento.htm http://www.psicolab.net/index.asp?pid=idart&cat=5&scat=187&arid=1287 Bibliografia ARCOLINI IRENE, Giovanna Cardini, I disturbi specifici di apprendimento della lettura e della scrittura - Franco Angeli PRATELLI M., La disgrafia e il recupero delle difficoltà grafo-motorie, Trento, Edizioni Erikson, 1
Postato il Lunedì, 23 ottobre @ 23:32:07 CEST di lia |